Gianluca Milanese (flauto) e Nicola Andrioli (piano). Ai più questi 2 nomi diranno poco, forse nulla. I più attenti (molto attenti) avranno invece già drizzato le orecchie. Difatti ci troviamo dinnanzi a due talentuosi musicisti con alle spalle studi ed esperienze importanti. Il primo ha suonato con Aria Palea, Lothlorien, Odessa, Zaq ed attualmente è in pianta stabile nella formazione di Richard Sinclair, mentre il secondo è tra i pianisti più dotati di gusto in circolazione (date un ascolto ai suoi Alba e Pulsar). In questo Tessere emergono i loro studi classici e la loro passione sfrenata per il jazz ma anche echi di una terra di confine coma la Puglia e in special modo il Salento. La cosa più curiosa è che solamente in due riescono a creare un discorso musicale ma anche visuale credibile e pieno di stratificazioni, di suggestioni che si fondono alla ricerca di un senso profondo. Folk jazz? Forse sì, ma in questo caso dare un nome specifico è un esercizio di stile fine a sé stesso. Basti ascoltare un brano come Amazzonia, in cui pare di udire la voce della foresta su un tessuto jazzato o ancora l’iniziale e grandiosa Cala Levante. Un album intrigante e caldo, con un sottile fascino malinconico (la bellissima Baia dei Turchi), ben lontano da quei risvolti popolari (vedi taranta) importanti ma non sempre per forza identificativi di chi fa musica in quella porzione d’Italia. Qui tutto ciò non si trova. E la qualità, costantemente alta delle composizioni, testimoniano come ci sia da scoprire e ricercare un po’ dappertutto. La Lizard, etichetta sempre pronta a cogliere novità, stavolta si è spinta ancora più in là, perché Tessere è un album complicato all’ascolto e le sonorità che emergono, le folate strumentali intarsiate di classico, le dinamiche jazz e il riflesso world che contamina vari momenti dell’opera non lo rendono un disco facilmente assimilabile. Il duo però suona ispirato e fresco, riesce a tenere viva l’attenzione dell’ascoltatore per i 40 minuti circa del disco dialogando in maniera magistrale e proponendo assoli mai piatti o scontati. Milanese e Andrioli sono riusciti nell’intento di far trapelare classe e passione proponendo una riuscita miscela in cui classica e jazz vanno a braccetto in maniera raffinata e delicata. Tessere è un album ideale per farsi avvolgere da un clima affascinante e misterioso. (Luigi Cattaneo)